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Armando Mancini

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WhatsApp doc?

La recente acquisizione da parte di Facebook di Whatspp, per la cifra record di 19 miliardi di dollari, testimonia le grandi manovre che coinvolgono tutti i grandi player dell'information technology…

L'incubo di tutti gli operatori telefonici si sta avverando: la convergenza ormai inarrestabile tra telefono e pc sta stritolando certezze (e aziende...) che parevano granitiche o quasi; software come WhatsApp, stanno erodendo margini di guadagno importantissimi per tutti gli operatori telefonici (oltre agli sms anche il traffico voce); Facebook, a detta di molti analisti, ha strapagato WhatsApp, ma con l'acquisizione si garantisce un serbatoio di utenza di giovani che il social network più famoso del mondo non catturava più con le percentuali di prima, perlomeno negli Stati Uniti.

La capacità di presa di questo genere di software verso il pubblico soprattutto giovanile è testimoniata dai numeri: oltre 27 miliardi di messaggi giornalieri sono numeri da paura, con buona pace di chi non credeva nei sistemi di messaggistica istantanea, riportati in auge proprio da WhatsApp e simili. Zuckerberg ha spinto sul piede dell'acceleratore, puntando senza indugi alla convergenza tra social network e messaggistica, cementando così il social network che le statistiche davano come improvvisamente "invecchiato", con esplosione di iscrizioni di over cinquantenni, mentre rallentavano vistosamente quelle degli under 30; Facebook non è stato a dire al vero l'unico pretendente a WhatsApp; anche Google si era fatto avanti , e forse la cifra monstre pagata da Mr. Facebook è stata determinata anche da avere dall'avere Google come concorrente diretto. Oltre a WhatsApp sono presenti parecchie soluzioni concorrenti, come Telegram,Line, weChat, tutte molto valide e tutte con zone d'ombra sulla privacy. La strana società dei nostri giorni ci svela che avvertiamo un bisogno smasmodico quasi ossessivo di comunicare, e gli strumenti virtuali non mancano di certo, ma mai come adesso si avverte un senso di solitudine e si arriva al paradosso di non salutare i vicini di casa ma concedere l'amicizia su facebook a persone sconosciute o quasi... Signs of (bad) times...