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Armando Mancini

I Pink Floyd sono da sempre il mio gruppo rock preferito: maestri del suono, sperimentatori, viaggiatori del tempo e dello spazio; dei Pink Floyd si è detto tutto e il contrario di tutto, perdendo forse di vista un dato fondamentale: sono stati dei formidabili musicisti.

Sentire una canzone dei Pink Floyd spesso significa avere un'esperienza che supera la pura dimensione acustica, ma diventa esperienza multisensoriale...

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La prima formazione dei Pink Floyd: Barrett,Mason,Waters,Wright
La prima volta che ho ascoltato una canzone dei Pink Floyd, sono rimasto subito colpito dal suono, nettamente diverso da ogni canzone che avessi ascoltato prima; era il 1978 e facevo la terza media e la canzone era "Shine on your crazy diamond", una delle più belle canzoni di sempre. Da allora con la mia modesta paghetta o con i regali di compleanno, i dischi, o meglio le cassette (non possedevo il giradischi) dei Pink Floyd erano delle cose assolutamente irrinunciabili; grazie al cielo un disco dei Pink Floyd usciva solo mediamente ogni 2-3 anni!

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Una reliquia: il mio biglietto per il concerto di Torino del 6/07/88
La storia

Nick Mason, Roger Waters e Rick Wright si conoscono al Politecnico dove studiano architettura, e formano il gruppo degli "Abdabs". Syd Barrett, giunto nella capitale grazie ad una borsa di studio (proveniva da Cambridge) per la Royal Academy of Fine Arts.

Syd era stato uno dei primi ad intuire la direzione e l'importanza dell' "Underground", nonché a sperimentare droghe psichedeliche. Barrett si unisce agli altri tre, dando vita al gruppo dei Pink Floyd. Peter Jenner (assistente al lettorato di Sociologia dell'Università)  ed Andrew King (un cibernetico senza lavoro) si aggiungono alla brigata determinando la nascita della "Blackhill Enterprises" una impresa commerciale con il compito di sostenere e promuovere la band.

I Pink Floyd, inizialmente partirono rileggendo i classici del rythm and blues, ma presto cominciano ad evolversi: sempre più spesso infatti,inservano dentro i vecchi blues un lungo intermezzo improvvisato, c'era la tendenza a rompere con la vecchia concezione del pezzo a tre accordi, grazie alla creatività di Barrett quest'evoluzione si concretizza al meglio. Ma Syd Barrett imboccò la strada del non ritorno con le droghe e lasciò  il gruppo, ache se la sua presenza spirituale contiuò per sempre. 

Il nome

Il nome Pink Floyd origina da due bluesmen della Georgia, Pink Anderson e Floyd Council, autori di uno dei dischi di Barrett.

I concerti

Moltissimo si è detto dei concerti live dei Pink Floyd, faraonici, megalomani, alienanti, e via con aggettivi roboanti non sempre azzeccati; quello che è certo, è che un concerto dal vivo dei Pink Floyd è sempre stato un evento, sia per la perfezione tecnico-scenica, sia per le innumerevoli novità che lo contraddistingue. Personalmente, ho assistito a due concerti live dei Pink Floyd, uno a Torino il 6/07/88 e il famoso concerto di Venezia del 15/07/89, che così tante polemiche scatenò; in entrambi ho apprezzato l'assoluta maestria dei Pink Floyd nel dominare il suono e piegarlo quasi come fosse una cosa malleabile.